Abitare Oltre le Pareti: La Filosofia Mobile degli Objects of Common Interest a Brooklyn
Abitare in Libertà: Dove Ogni Angolo è un Nuovo Scenario
Un Manifesto di Libertà Domestica: La Visione degli Architetti
La residenza di Brooklyn degli architetti Eleni Petaloti e Leonidas Trampoukis, menti creative dietro Objects of Common Interest, si configura come un autentico manifesto della loro filosofia di vita: un'esistenza libera, aperta e priva di rigide imposizioni. Essi narrano come questa abitazione sia nata da una profonda indagine sull'esperienza domestica, poi tradotta in una concreta espressione architettonica. L'essenza del progetto, spiegano, si è rivelata appieno solo attraverso l'atto di abitarla, trasformando la casa in un laboratorio continuo di sperimentazione.
La Nascita di un Loft Industriale: Dalla Teoria alla Pratica
Originari di Salonicco e oggi quarantatreeni, Eleni e Leonidas hanno acquistato la loro dimora a Brooklyn nel 2022, poco dopo la nascita del loro secondogenito. Il primo passo è stato radicale: la demolizione di tutte le divisioni interne e la rimozione dei controsoffitti, per consentire allo spazio di fluire senza interruzioni. L'obiettivo, come rivela Eleni Petaloti con un sorriso, era ricreare l'atmosfera di un loft industriale, un archetipo che li ha affascinati durante gli anni di studio alla Columbia University di New York.
Esplorando Spazi Senza Confini: Un Viaggio Sensoriale nell'Abitazione
Dietro una porta plissettata di color argento al secondo piano, si svela la camera dei bambini, un luogo dove l'improvvisazione regna sovrana. Eleni e Leonidas invitano chiunque entri a sentirsi libero di “perdersi”, non in un senso di smarrimento, ma come esperienza di scoperta condivisa, abbandonandosi allo spazio per esplorarlo in modi inaspettati. La struttura della casa, organizzata su livelli, sovverte la tradizionale logica delle townhouse, ridefinendo le funzioni degli ambienti e promuovendo una fluida interconnessione tra gli spazi.
La Casa Capovolta: Ridefinire le Funzioni degli Ambienti
Al piano terra, la consueta zona living affacciata sul cortile interno è stata sostituita dalla camera da letto principale, caratterizzata da una nicchia con un materasso di grandi dimensioni e un'alcova adornata da cuscini dalle tonalità pastello, che ricordano dolci giganti. Il secondo piano è interamente dedicato ai bambini, mentre l'ultimo livello, inondato di luce e situato in una suggestiva torretta, ospita la cucina e il soggiorno. Come sottolinea Trampoukis, "l'assenza di pareti rende tutto mobile", permettendo di cenare o dormire in luoghi diversi, in un continuo scambio e sovrapposizione di usi.
Il Gioco di Luci: Attori Protagonisti di un Palcoscenico Domestico
In questa scenografia domestica, la famiglia di Objects of Common Interest ricrea incessantemente nuove scene e configurazioni. La luce gioca un ruolo fondamentale, come un vero e proprio attore che crea sequenze, contrappunti e pause. L'accensione di una singola lampada, spesso icone di design come quelle di Michael Anastassiades, trasforma l'atmosfera dell'intero spazio. Tuttavia, la luce solare, come ci si aspetta da architetti cresciuti sulle coste dell'Egeo, rimane il punto di partenza e l'ispirazione primaria.
Illusioni Architettoniche: Il Tetto Che Si Trasforma
La necessità di rifare il tetto ha offerto l'opportunità di aggiungere un metro in altezza, da cui è scaturita l'idea di innestare un nuovo volume al di sopra della fascia in vetrocemento, che ora illumina il soppalco della zona pranzo. Questo "light box" di giorno funge da specchio che riflette il cielo e le nuvole, mentre di notte scompare quasi completamente, creando un suggestivo gioco di apparizioni e sparizioni. Il duo di designer dimostra una maestria nel creare illusioni, trasformando un elemento strutturale in un dinamico oggetto di design.
Un Ponte Tra Culture: L'Influenza di Grecia e New York
Per quasi due decenni, Eleni e Leonidas hanno diviso la loro vita tra la Grecia e New York, un contrasto culturale che genera continui stimoli e riflessioni inaspettate. Questa duplicità si riflette anche nel nome del loro studio, Objects of Common Interest, nato durante un viaggio tra Chicago e Lake Superior, con l'intento di esprimere una democraticità che permettesse agli oggetti di raccontarsi autonomamente.
Vivere con gli Oggetti: Un Rapporto di Libertà e Scoperta
In questa casa, è la prima volta che gli architetti convivono così intimamente con le loro creazioni. Il rapporto con gli oggetti è caratterizzato dalla libertà, senza divieti, nemmeno per i bambini. Quando un oggetto richiede particolare attenzione, si usa l'espressione “one of a kind”. Questa interazione promuove una percezione sfumata tra apparenza e realtà: un volume imponente può rivelarsi sorprendentemente leggero, un oggetto minuscolo inaspettatamente pesante. Questo "slittamento percettivo" influenza profondamente il loro modo di abitare.
Il Cuore Pulsante della Casa: Lo Spazio dei Bambini
Nonostante la fluidità e la trasformazione continua degli spazi, per la famiglia non esiste una stanza preferita in senso tradizionale. Tuttavia, se dovessero indicarne una, sarebbe lo spazio dedicato ai bambini al secondo piano. Qui, trascorrono gran parte del loro tempo, giocando, mangiando a terra e dialogando. È in questo luogo che la famiglia sperimenta la lezione più importante: non esiste un unico modo corretto di vivere, e la libertà di reinventare gli spazi è una costante fonte di gioia e scoperta.
La Rivoluzione Domestica: Abitare Oltre le Convenzioni
Rinunciare alle pareti, mettere in discussione le porte in bagno o qualsiasi altra convenzione data per scontata, è non solo legittimo ma essenziale per Objects of Common Interest. La loro casa è un esercizio ininterrotto, una dimostrazione pratica che è possibile abitare in una maniera radicalmente diversa, liberi da preconcetti e aperti a un'interpretazione personale e dinamica dello spazio domestico. Questo approccio non è solo design, ma una vera e propria filosofia di vita che celebra la flessibilità, la scoperta e la libertà individuale all'interno dell'ambiente abitativo.
