L'abitazione milanese di Emiliano Salci: un viaggio nel tempo e nell'estetica
L'appartamento di Emiliano Salci, co-fondatore di Dimorestudio, situato a Milano, rappresenta un esempio sublime di come un ambiente storico possa essere reinterpretato mantenendone l'anima originaria. L'approccio di Salci non è stato quello di una rivoluzione, ma di una 'rivelazione', dove ogni modifica strutturale e ogni scelta d'arredo hanno contribuito a valorizzare la storia e il carattere intrinseco dell'edificio. La sua abilità nel fondere passato e presente, attraverso una curata selezione di oggetti e una profonda comprensione del colore, crea un'atmosfera che trascende il tempo, rendendo ogni stanza un capitolo vivente di una narrazione estetica.
Questo progetto abitativo è un manifesto del design che rispetta e celebra l'essenza di un luogo. Attraverso interventi mirati, Salci ha saputo dare nuova vita a un appartamento del primo Novecento, trasformandolo in uno spazio che pulsa di energia e narra storie. La fluidità degli ambienti, l'uso sapiente della luce naturale e l'integrazione armoniosa di arredi antichi e contemporanei, testimoniano una visione olistica del design, dove l'abitazione diventa un riflesso intimo delle passioni e della filosofia di chi la vive.
L'Arte della Rivelazione: Trasformare Mantenendo l'Anima
L'approccio di Emiliano Salci nel ridisegnare il suo appartamento milanese è una lezione di design che privilegia la conservazione e la valorizzazione dell'esistente. L'abitazione, risalente ai primi del Novecento e situata nel quartiere di Porta Vittoria, ha catturato l'attenzione del designer per la sua intrinseca energia e la storia che sembrava contenere. Salci ha impiegato un anno per acquisire l'immobile e due per completare i lavori, un tempo che testimonia la meticolosità e la cura che ha dedicato al progetto. La sua filosofia è chiara: non "rifare" ma "rivelare", ovvero "togliere il superfluo, lasciare che la struttura e le proporzioni parlassero". Questa visione ha guidato ogni intervento, dal riposizionamento di un arco per armonizzare la prospettiva, all'apertura di un varco tra la sala da pranzo e il soggiorno per massimizzare l'ingresso della luce naturale. Il risultato è una sequenza di ambienti che si connettono fluidamente, dove le funzioni di lettura, conversazione e pranzo sono delineate non da pareti, ma da elementi distintivi come piante, colonne originali e pezzi d'arredo strategicamente posizionati. La casa diventa così un racconto, un luogo dove ogni dettaglio contribuisce a una narrazione estetica in continua evoluzione.
Gli interventi strutturali, seppur limitati in numero, sono stati determinanti per la trasformazione dello spazio. La vecchia cucina è stata convertita in un bagno di servizio, caratterizzato da pareti arancioni, un lavello in porcellana nera e applique Venini degli anni Sessanta, conferendo al piccolo ambiente un carattere distintivo e un tocco di colore audace. Al contrario, una camera con affaccio sul cortile è stata trasformata in una cucina spaziosa e luminosa, un cambiamento che riflette la passione di Salci per la cucina come esperienza vissuta. Questa scelta non è casuale: il designer desiderava un ambiente dove la funzione culinaria potesse essere celebrata e condivisa. Le colonne originali, le nicchie e le altezze degli ambienti sono state mantenute e valorizzate, diventando parte integrante della nuova identità della casa. La sensazione di "atmosfera sospesa" che Salci ha percepito fin dall'inizio è stata amplificata, creando un equilibrio tra gli elementi storici e le aggiunte contemporanee. Questa "rivelazione" non è solo una riorganizzazione degli spazi, ma una riscoperta del potenziale intrinseco dell'abitazione, che ora "continua a vivere e a cambiare con chi la abita", come afferma Salci, evidenziando il suo amore per la dimensione autentica e duratura della casa rispetto alla transitorietà di una scenografia.
Sinfonia di Colori e Contrasti: L'Estetica Funzionale
Nei progetti di Dimorestudio, il colore assume un ruolo primario, quasi fosse un linguaggio per esprimere emozioni e creare profondità. Emiliano Salci, nel suo appartamento, ha sapientemente impiegato tonalità calde e terrose – come l'arancione bruciato, un beige morbido, il marrone scuro e il nero lucido – per definire gli spazi e interagire con la luce. Le sue pareti non sono mai meri sfondi, ma superfici vive che assorbono e riflettono la luce in modi diversi a seconda del momento della giornata, infondendo agli ambienti un dinamismo sottile ma costante. Ogni scelta cromatica è pensata in relazione all'architettura: una nicchia dipinta in bianco avorio per esaltare le porcellane, una curva o un riflesso che viene accentuato da una specifica tonalità. Questa attenzione al colore non è solo estetica, ma funzionale, contribuendo a plasmare la percezione dello spazio e a guidare l'occhio attraverso la casa. L'arredo, un inventario di passioni e scoperte, completa questa sinfonia visiva, mescolando pezzi che accompagnano Salci da anni con nuove acquisizioni, creando "contrasti misurati" che arricchiscono l'esperienza abitativa.
La collezione di arredi e opere d'arte all'interno dell'abitazione di Emiliano Salci è una testimonianza della sua eclettica sensibilità e della sua capacità di creare armonia tra elementi disparati. Non si tratta di un assemblaggio casuale, ma di una curata selezione che riflette un'inventiva e una passione per il design profonda. Pezzi iconici come i divani Duc-Duc di Mario Bellini o il divano modulare Fiandra di Vico Magistretti convivono con oggetti di antiquariato, lampade di design storico e contemporaneo, e opere d'arte di artisti come Candida Höfer, Luigi Ghirri ed Enrico Castellani, affiancate persino da una Madonna del Settecento. Questa mescolanza di stili ed epoche è il cuore dell'approccio di Salci, che ricerca "la capacità di appartenere al luogo" in ogni elemento, anziché imporsi. I contrasti sono studiati per essere misurati e significativi: un cassettone orientale accanto a un tavolo in vetro degli Anni 50, o un tavolo di Luigi Caccia Dominioni accostato a una lampada di Dimoremilano. Questa fusione crea un'atmosfera ricca di carattere, dove ogni oggetto ha una storia da raccontare e contribuisce a quel "senso di atmosfera" che Salci considera la materia prima del suo progetto. La casa non è solo un contenitore di oggetti, ma un palcoscenico dove arte, design e storia si incontrano per creare un'esperienza abitativa unica e profondamente personale.
